Comprare casa in Italia: pillole per non sbagliare
Ogni anno migliaia di cittadini stranieri scelgono di acquistare una casa in Italia: per viverci, per una seconda casa al mare o in campagna, o come investimento.
Il fascino del nostro Paese è innegabile.
Ma il percorso per diventare proprietari prevede alcuni passaggi che è bene conoscere prima di firmare qualsiasi documento. Ecco una panoramica chiara, pensata per chi non è un addetto ai lavori.
Chi può comprare casa in Italia?
La prima domanda che molti clienti ci pongono è se possano comprare casa in Italia pur non essendo cittadini italiani. La risposta, nella maggior parte dei casi, è sì.
- I cittadini dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo possono acquistare liberamente, alle stesse condizioni dei cittadini italiani.
- I cittadini extra-UE residenti in Italia godono anch’essi di piena libertà di acquisto.
- I cittadini extra-UE non residenti possono comunque acquistare casa, ma la possibilità dipende dal principio di reciprocità: è consentito l’acquisto di immobili in Italia solo se lo stato di provenienza dell’acquirente concede lo stesso diritto ai cittadini italiani. Di norma è così, ma è sempre consigliabile verificarlo caso per caso.
Il primo passaggio pratico (che riguarda tutti gli stranieri, a prescindere dalla provenienza) è ottenere il codice fiscale italiano: si tratta di un codice alfanumerico di 16 cifre/caratteri che identifica in modo univoco ogni individuo ed è obbligatorio per qualunque atto formale in Italia, dall’apertura di un conto corrente alla firma davanti a un notaio. Si richiede facilmente presso l’Agenzia delle Entrate o, per chi si trova ancora all’estero, presso il Consolato italiano competente. In alternativa, il codice fiscale si può ottenere tramite un commercialista o il notaio rogante gli atti di acquisto.
Le verifiche preliminari sull’immobile
Prima di impegnarsi in qualsiasi modo, è fondamentale accertarsi che l’immobile sia esattamente ciò che sembra. Questa fase, spesso sottovalutata, è quella che protegge davvero l’acquirente da brutte sorprese future.
- La perizia tecnica: un tecnico (architetto, geometra o ingegnere) verifica lo stato dell’immobile, la sua conformità urbanistica ed edilizia, e l’eventuale presenza di irregolarità rispetto ai progetti depositati in Comune.
- Il sopralluogo: una visita fisica all’immobile, indispensabile per valutarne le condizioni reali, non solo quelle “sulla carta”.
- La verifica catastale e ipotecaria: serve a verificare che il venditore sia effettivamente il legittimo proprietario e che l’immobile sia libero da ipoteche, pignoramenti o altri vincoli che potrebbero complicare o bloccare la vendita (se ce ne fossero, se ne deve tenere conto nel corso della trattativa con il venditore).
Queste verifiche richiedono competenze tecniche e legali specifiche: affidarsi a un professionista in questa fase evita contenziosi costosi in futuro.
La procedura di acquisto, passo dopo passo
Una volta individuato l’immobile e completate le verifiche, il percorso verso il rogito si articola solitamente in quattro fasi.
- La proposta d’acquisto. L’aspirante acquirente formalizza per iscritto la propria offerta, spesso accompagnata da una caparra. Se il venditore accetta, la proposta diventa vincolante per entrambe le parti.
- Il contratto preliminare (il cosiddetto “compromesso”). Questo documento definisce nel dettaglio le condizioni della compravendita: prezzo, tempistiche, modalità di pagamento ed eventuali condizioni sospensive. Deve essere registrato presso l’autorità fiscale italiana e, per una maggiore tutela (per renderlo opponibile a terzi), trascritto nei registri immobiliari. In tal caso, il contratto preliminare deve essere sottoscritto obbligatoriamente davanti a un notaio.
- Il rogito. È l’atto che trasferisce definitivamente la proprietà. Si firma obbligatoriamente davanti a un notaio, figura terza e imparziale che verifica la regolarità dell’intera operazione e ne garantisce la validità legale. Da questo momento l’acquirente diventa a tutti gli effetti proprietario dell’immobile.
- Il pagamento di imposte e spese. Contestualmente al rogito, si versano le imposte dovute per il trasferimento (imposta di registro, IVA se acquistata da impresa costruttrice, imposte ipotecarie e catastali) oltre all’onorario del notaio.
Cosa succede dopo l’acquisto?
Diventare proprietari in Italia comporta anche alcuni obblighi che si ripetono nel tempo, e che è bene mettere in conto fin da subito.
- L’IMU (Imposta Municipale): è l’imposta patrimoniale annuale dovuta sugli immobili, con alcune esenzioni per l’abitazione principale non di lusso, quando ricorrono determinati requisiti.
- La TARI: tassa comunale sui rifiuti, calcolata in base alla superficie e alla destinazione d’uso dell’immobile.
- La dichiarazione dei redditi: se l’immobile produce reddito (ad esempio tramite locazione) o comunque rientra tra gli obblighi dichiarativi, sarà necessario presentare la dichiarazione dei redditi (annuale) in Italia, anche per i proprietari non residenti.
Vale la pena ricordare che il quadro fiscale italiano è soggetto a aggiornamenti normativi periodici: per questo è sempre opportuno verificare la situazione più recente al momento dell’acquisto, anziché affidarsi a informazioni generiche.
Un consiglio finale
Acquistare casa in Italia può essere un’esperienza semplice e piacevole, a condizione di affrontarla con la giusta preparazione. Circondarsi di professionisti fidati — un legale che segua l’intera operazione, un tecnico per le verifiche sull’immobile e, ovviamente, il notaio per il rogito — è il modo migliore per trasformare un sogno in una proprietà sicura, senza sorprese lungo il percorso.
E soprattutto evitare di ricorrere a tali professionisti all’ultimo momento, quando gran parte del “percorso” è già stata fatta: un intervento fin dall’inizio evita perdite di tempo e di denaro.